Assemblea Nazionale del 20-21 giugno

19 06 2008

Io agli ordini del giorno ci sono affezionato ai picnic meno. Per questo motivo vedendo l’ordine del giorno, e badate bene non il programma dei lavori, pubblicato sul sito del Partito Democratico non posso non pensare che quella che si andrà a celebrare domani e dopodomani sarà un luogo svuotato dei suoi poteri e delle sue funzioni. Non è sufficiente per adempiere all’impianto del partito fare velocemente in un luogo spazioso un incontro. Se si decidere si tratta, e visti i poteri dell’assemblea sarebbe il caso, bisognerebbe avere chiari i meccanismi di candidatura agli organi del partito. Si parla, e si è parlato molto della mozione di Rosy Bindi che se magari fosse stata diffusa con qualche giorno di anticipo ci si sarebbe potuto ragionare e dibattere sul merito e sul metodo.

I giornali sono impietosi, fanno bene oggi cosi come avrebbero fatto bene un anno fa quando si parlava di primarie, e riferiscono di manuali cencelli ed equilibri millimetrici. Non è fonte di disagio pensare agli equilibri in termini millimetri? io che faccio fatica a non perdere il baricentro delle mie idee a pensare a questi molock enormi con geometrie euclidee mi sento disorientato.

Cosi domani a sentire questo messale ci vado, poco convinto di assistere a novità. Immagino la proposta del segretario di un complesso sistema di nomi a ricoprire le cariche, quasi unanimità e qualche voto contro (il pudore che brutta bestia).

Anche se un pic nic domani…


Azioni

Informazione

3 risposte

21 06 2008
Gabriele

cvd

22 06 2008
Danny Crane

picnic! picnic!

23 06 2008
Lucandrea Massaro

Mi permetto di pubblicare questo breve riassunto della situazione così come lo fotografa Agenparl. Tu che si addentro, come lo giudichi?
“Roma, 23 Giugno 2008 – AgenParl – Altro che centralismo democratico di togliattiana memoria o semipresidenzialismo alla ciociara del leader quasi plebiscitato alle primarie, Il Partito Democratico non ha ancora festeggiato il suo primo anno di esistenza è già si può definire una congerie di correnti. Un correntismo da fare invidia a quello degli anni d’oro della Democrazia Cristiana. Per ora se ne contano ben 7: gli amici di Enrico Letta (7%), i rutelliani (10%), i fedelissimi di Bosy Bindi (8%), i popolari di Franceschini (20%), i dalemiani (20%), i fassiniani (12%) e, ovviamente, i veltroniani di stretta osservanza (23%). E’ su questa base, con una rigida applicazione del manuale Cencelli, che venerdì scorso l’Assemblea nazionale ha eletto i 120 membri della Direzione, cui si aggiungono i membri di diritto e 20 “esterni” di nomina del segretario. Questo per quanto riguarda il peso delle “aree” nel massimo organo del partito, e quindi l’aspetto più propriamente politico. Ma si può fare anche un’altra distinzione da un punto di vista più espressamente culturale e che per la verità comprende anche personaggi che non si identificano espressamente con il partito. Sono ben 5, infatti, i “pensatoi riformisti” che fanno capo a esponenti di rilievo del Pd. Vale a dire: la Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D’Alema; il centro studi Arel di Enrico Letta e Pierluigi Bersani; l’associazione Quarta Fase dei popolari Enrico Franceschini e Giuseppe Fioroni; il think thank Globus di Linda Lanzillotta e l’analogo Astrid, del suo consorte, Franco Bassanini.”

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