Giuliano

21 04 2008

Raramente uso questo strumento di comunicazione per esprimere riflessioni emotive, o personali. Lo uso per comunicare quello che ritengo importante dire per la politica, per la vita comune che attraversiamo quotidianamente come cittadini. Oggi non mi allontano da questo tracciato ideale se parlo di Giuliano Gennaio che forse non era il mio migliore amico, forse non potrei propriamente chiamarlo un amico se dovessi legarmi alla legge della frequentazione, o ai soli costumi che definiscono i rapporto oggi.

Giuliano era un cittadino di quella piccola polis costituita dai luoghi dove chi è affamato di sapere, di pensiero e di politica vive. Mi capitava sempre di incontrarlo ad una conferenza o ad un incontro su qualche tema che spaziasse dal liberalismo all’uso delle nuove tecnologie, ci salutavamo con curiosità che è forse la predisposizione d’animo più vera, più libera tra due persone che si conoscono poco e si vedono meno.

Abbiamo fatto poco insieme, ma quel poco lo ricordo. Nella manciata di momenti, che oggi avrei inevitabilmente voluto fossero di più, c’è stata una conferenza sull’europeismo nella quale ci siamo trovati annoiati dalla serie di interventi un po’ superficiali e inevitabilmente qualunquisti di un gruppo di oratori giovani e poco esperti. Abbiamo riso di questo clima, sfidandoci a prendere la parola per svolgere se possibile un intervento ancora più banale, ancora più desueto di quelli ascoltati fino a quel momento e detto con gran foga teatrale. Non dimenticherò mai Giuliano lanciare un occhiata, prendere il microfono ed esordire “ma del Chiapas cosa vogliamo dirci” con una serietà degna di un segretario di sezione del PC.

Penso all’amicizia, penso allo sguardo del Chiapas e penso che domenica ho perso un amico, come un viaggio che non potrò mai più fare.





Credere nelle donne

17 02 2008

74246883_48462c083a.jpgIo alle donne credo, ho sempre creduto sebbene a volte le loro quote mi abbiano preoccupato e mi abbiano fatto sentire in difficoltà, muovendo parti abiette di me che volevano sconfessare l’emergenza di “senso” che stiamo vivendo. Io alle donne credo quando mi dicono o raccontano che molte cose sono più difficili, cose che per me come uomo sono semplici,non parlo di programmare un videoregistratore o montare un armadio ikea, parlo di tornare a casa la sera quando è buio ad esempio. Credo anche che se una donna è bella non necessariamente debba essere stupida e credo che si sentirà triste ognivolta che subirà pressioni inaccettabili. Credo che non tutte le donne siano in quanto donne persone straordinarie ma che essendoci, donne straordinarie, vadano rese libere di essere tutto ciò che possono essere. Non ho bisogno di amare le donne più di quanto le ami per sapere che sanno soffrire, e che non essendo dei droni se scelgono di privarsi di qualcosa che visceralmente appartiene loro, sottoponendosi ad un aborto, hanno i loro motivi. Credo nella coscienza degli individui non nella coscienza della società





Ruini e la trappola

16 01 2008

guelfi neriDomenica non sarò a S.Pietro. Dopo il momento di difficile declinazione dei nostri diritti civili come cittadini stiamo per assistere ad un rinnovato family day. Ruini porta avanti ancora la sua politica di partecipazione diretta nella vita politica del paese e contribuisce a polarizzare il confronto, incoraggiando la separazione tra laicisti e cattolici. Si potrebbe sostenere facilmente che Ruini ed i cattolici sono la parte lesa di questa vicenda ed è giusto che reagiscano come meglio credono, io purtroppo non riesco a condividere questa impostazione. Ritengo che se un torto è stato fatto lo si è fatto all’ethos repubblicano che prevede un sereno vivere civile, di ascolto e di parola, credo che siano i cittadini ad essere danneggiati, non quindi i i cittadini cattolici. Incoraggiando il sollevarsi di stendardi Guelfi non si guarisce una ferita, se ne apre un altra. 





Gli instancabili democratici

15 12 2007

Il giorno 19 Dicembre è stata convocata l’assemblea cittadina dal Presidente. Ore 16:00 presso la sede di Sant’Andrea delle Fratte. E’ la prima volta che ci andrò, nella sede intendo, da quando si sono votate le primarie mi chiedo se hanno veramente sostituito tutti i simboli della margherita con quelli del PD. 
In ogni caso siamo stati convocati come sempre senza ordine del giorno, tanto per non rendere mai semplice la vita di nessuno. Appena so qualcosa di più preciso pubblicherò.





Lions for Lambs

12 12 2007

Chi mi conosce sa che almeno due o tre volte l’anno vado in fibrillazione per l’uscita di un film. Poco importano le critiche e gli avvertimenti di alcuni fortunati che l’hanno visto in anteprima alla festa del cinema. Ebbene io per questo film sono in fibrillazione. 





Almeno per la Casa Bianca non ho dubbi

13 11 2007





Dedica

13 11 2007

Here’s to the crazy ones


 Dedicato ai pazzi. I disadattati. I ribelli. Gli agitatori. I pioli quadrati nei fori rotondi. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole e non hanno rispetto per lo status quo. Li puoi elogiare, puoi dissentire, li puoi citare,  Puoi non credere a ciò che dicono, puoi coprirli di gloria o di ingiurie. La sola cosa che non puoi fare è ignorarli. Poiché cambiano le cose. Inventano. Immaginano. Guariscono. Esplorano. Creano. Ispirano. Spingono avanti il genere umano. Forse devono proprio essere pazzi. Altrimenti come potrebbero guardare una tela bianca e vedere in essa un’opera d’arte? O sedere in silenzio e sentire una canzone che non era mai stata scritta? O guardare un pianeta rosso e vedere un laboratorio  a quattro ruote? Noi produciamo attrezzi per questo tipo di persone. Mentre qualcuno può vedere in essi dei pazzi,noi vediamo il Genio. Poichè solo le persone abbastanza pazze da credere di poter cambiare  il mondo sono quelle che lo cambiano.