Raramente uso questo strumento di comunicazione per esprimere riflessioni emotive, o personali. Lo uso per comunicare quello che ritengo importante dire per la politica, per la vita comune che attraversiamo quotidianamente come cittadini. Oggi non mi allontano da questo tracciato ideale se parlo di Giuliano Gennaio che forse non era il mio migliore amico, forse non potrei propriamente chiamarlo un amico se dovessi legarmi alla legge della frequentazione, o ai soli costumi che definiscono i rapporto oggi.
Giuliano era un cittadino di quella piccola polis costituita dai luoghi dove chi è affamato di sapere, di pensiero e di politica vive. Mi capitava sempre di incontrarlo ad una conferenza o ad un incontro su qualche tema che spaziasse dal liberalismo all’uso delle nuove tecnologie, ci salutavamo con curiosità che è forse la predisposizione d’animo più vera, più libera tra due persone che si conoscono poco e si vedono meno.
Abbiamo fatto poco insieme, ma quel poco lo ricordo. Nella manciata di momenti, che oggi avrei inevitabilmente voluto fossero di più, c’è stata una conferenza sull’europeismo nella quale ci siamo trovati annoiati dalla serie di interventi un po’ superficiali e inevitabilmente qualunquisti di un gruppo di oratori giovani e poco esperti. Abbiamo riso di questo clima, sfidandoci a prendere la parola per svolgere se possibile un intervento ancora più banale, ancora più desueto di quelli ascoltati fino a quel momento e detto con gran foga teatrale. Non dimenticherò mai Giuliano lanciare un occhiata, prendere il microfono ed esordire “ma del Chiapas cosa vogliamo dirci” con una serietà degna di un segretario di sezione del PC.
Penso all’amicizia, penso allo sguardo del Chiapas e penso che domenica ho perso un amico, come un viaggio che non potrò mai più fare.
Io alle donne credo, ho sempre creduto sebbene a volte le loro quote mi abbiano preoccupato e mi abbiano fatto sentire in difficoltà, muovendo parti abiette di me che volevano sconfessare l’emergenza di “senso” che stiamo vivendo. Io alle donne credo quando mi dicono o raccontano che molte cose sono più difficili, cose che per me come uomo sono semplici,non parlo di programmare un videoregistratore o montare un armadio ikea, parlo di tornare a casa la sera quando è buio ad esempio. Credo anche che se una donna è bella non necessariamente debba essere stupida e credo che si sentirà triste ognivolta che subirà pressioni inaccettabili. Credo che non tutte le donne siano in quanto donne persone straordinarie ma che essendoci, donne straordinarie, vadano rese libere di essere tutto ciò che 
